Palazzo Pitti

Indirizzo: Piazza Pitti, 1 Firenze

All'interno di Palazzo Pitti sono ospitati:

 

Informazioni:  Sito web: http://www.polomuseale.firenze.it/musei/palazzopitti

Descrizione Palazzo Pitti

All'epoca in cui venne costruito era la residenza più grande di Firenze ed anche la più sfarzosa.

Luca Pitti era rivale della famiglia dei Medici e desiderava una residenza più sfarzosa di quella appena eretta per Cosimo il Vecchio. La tradizione tramandata da Giorgio Vasari (priva però di altri riscontri) vuole che i Pitti si rivolgessero a Filippo Brunelleschi scegliendo il progetto accantonato da Cosimo de' Medici per il palazzo Medici perché giudicato troppo grandioso e suscettibile di invidie, preferendogli quello più dosato di Michelozzo. La leggenda narra che Luca Pitti esigesse che le finestre del nuovo palazzo fossero più grandi della porta principale di quello di Cosimo.
Per problemi di progettazione i lavori a palazzo vennero momentaneamente interrotti, e forse, complice la sfavorevole sorte in politica di Luca Pitti, viene da pensare che un po' come gli Strozzi, che nella gara a superare in sfarzo i Medici si erano fatalmente indebitati dovendo lasciare una parte di Palazzo Strozzi incompiuta, anche i Pitti si trovarono in difficoltà finanziarie e i lavori si interruppero di fatto nel 1464.
Nel 1549-1550 Buonaccorso Pitti vendette il palazzo a Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici, la quale riteneva la zona di Oltrarno più salubre rispetto all'affollato centro cittadino sulla sponda nord. Il palazzo divenne così la principale residenza dei Medici, senza cambiare di fatto nome, e dando origine alla straordinaria rinascita del quartiere di Oltrarno, via via che le nobili famiglie della città imitarono i granduchi facendo a gara a costruire residenze nobiliari sulle appena tagliate Via Maggio o Via dei Serragli.
Nel 1565 Giorgio Vasari costruì un corridoio (il "Corridoio Vasariano") che attraversava Ponte Vecchio per collegare Palazzo Pitti con Palazzo Vecchio, passando per la chiesa di Santa Felicita, il Ponte Vecchio e gli Uffizi, sull'altra sponda dell'Arno.

Ai primi dell'Ottocento il palazzo fu usato da Napoleone Bonaparte come residenza per il suo passaggio in città durante il suo governo dell'Italia. Successivamente, col ritorno dei Lorena, furono eseguiti diversi ampliamenti, tra cui la sistemazione dei rondò di testata e la realizzazione di una scala interna ad opera dell'architetto Pasquale Poccianti.

Nel 1833, sotto Leopoldo II, alcune parti del palazzo furono aperte al pubblico come museo.

I Lorena si ritirarono dopo la votazione che decise l'annessione della Toscana al Piemonte, nel processo di unificazione italiana, con il palazzo che passò così ad uso della Casa Savoia. Il re vi risiedette effettivamente dal 1865 quando Firenze divenne Capitale d'Italia, fino al 1871 quando si spostò al Palazzo del Quirinale a Roma, nuova capitale.

Dopo vari restauri si è giunti alla sistemazione odierna con 5 musei articolati per diverse tematiche espositive. I musei sono gestiti dalla Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino, mentre al piano terreno, con entrata da Piazza Pitti, è ospitata l'altra soprintendenza fiorentina, quella per i Beni Architettonici, Paesaggistici e Demo-etno-antropologici (una terza soprintendenza è quella Archeologica della Toscana, che ha sede altrove). Sempre al pian terreno, affacciato sul cortile centrale, si trova l'ufficio prenotazioni che gestisce tutte le biglietterie dei musei statali a Firenze.

Palazzo Pitti di Firenze, http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Palazzo_Pitti_di_Firenze&oldid=1947546 (in data 28 febbraio 2009).

 

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