Museo San Marco

Museo Statale

Indirizzo: Piazza S. Marco, 1 Firenze

Orario: da lunedì a venerdì, ore 8,15 - 13,50; sabato ore 8,15 - 18,50; domenica e festivi ore 8,15 - 19,00.
Chiusura: il 2° e 4° lunedì di ogni mese; la 1°, 3° e 5° domenica di ogni mese; Capodanno, 1° maggio, Natale.

Biglietto intero: € 4,00 

Informazioni e prenotazioni:
Sito web: http://www.polomuseale.firenze.it/musei/sanmarco
Prenotazioni per la visita: Firenze Musei, Tel: 055 294883 (Costo della prenotazione: € 3,00)

 

Descrizione Museo San Marco

Il Museo nazionale di San Marco, ha sede nella parte monumentale di un antico convento domenicano
Il museo, che di per sé è un capolavoro architettonico di Michelozzo e un edificio di primissima importanza storica nella città, possiede la migliore collezione al mondo delle opere, sia su tavola sia ad affresco, di Beato Angelico, il quale visse in questo monastero per un certo periodo. Altri maestri qui rappresentati sono Fra' Bartolomeo, Domenico Ghirlandaio, Alesso Baldovinetti, Jacopo Vignali, Bernardino Poccetti, Giovanni Antonio Sogliani e altri. Nel lapidario sono inoltre custoditi i resti di edifici demoliti nel periodo del Risanamento di Firenze capitale (dal 1865-1871).

San Marco rimane tuttora una comunità domenicana, e i frati abitano il chiostro interno, dietro la stanza capitolare.
Il complesso originario venne eretto per i Silvestrini prima del 1300 e svolgeva oltre alle funzioni di monastero quelle di chiesa parrocchiale. Di questo periodo restano alcune tracce di affreschi in ambienti al di sotto del piano di calpestio recentemente ritrovati. Nel 1418 i monaci, accusati di decadenza della regola monastica, dovettero lasciare il complesso che passò nel 1435 ai frati domenicani. Questo passaggio vide l'impegno di due grandi personalità: l'allora vicario generale dell'ordine Antonino Pierozzi (in seguito arcivescovo di Firenze e poi canonizzato) e Cosimo de' Medici il Vecchio, allora in piena ascesa politica e desideroso di rafforzare il proprio prestigio con opere di mecenatismo.

Fu così che nel 1437 Cosimo commissionò a Michelozzo, architetto di fiducia di casa Medici, la ricostruzione del convento secondo i più moderni canoni rinascimentali. Nel 1438 i lavori erano già ben avviati e la consacrazione definitiva avvenne durante la notte dell'Epifania del 1443, alla presenza di papa Eugenio IV e dell'arcivescovo di Capua e cardinale Niccolò d'Amiapario.

Cosimo investì una notevole quantità di denaro nella ricostruzione del convento, sborsando più di 40 mila fiorini, come testimonia il Vasari nelle Vite. Il complesso venne progettato secondo norme di semplice ma elegantissima funzionalità: pareti intonacate di bianco, ambienti organizzati su due chiostri (di Sant'Antonino e di San Domenico), con un capitolo, due refettori e una foresteria al piano terra. Il primo piano ospitava le celle dei monaci, stanzette chiuse al di sotto di un'unica copertura del soffitto con grandi capriate.

Punto d'eccellenza era la biblioteca al primo piano, con un arioso spazio con due colonnati che creano tre navate coperte con volte a botte. Numerose finestre illuminano l'ambiente con abbondante luce naturale facilitando lo studio, la lettura e la copiatura dei manoscritti. Qui studiarono i preziosi patrimoni librari collezionati da Medici (con rari testi greci e latini) umanisti come Agnolo Poliziano e Pico della Mirandola.

Oltre al Beato Angelico, Antonino Pierozzi e Fra' Bartolomeo, vi visse dal 1489 Fra' Girolamo Savonarola, che fece del convento il suo quartier generale: dopo essere divenuto priore si scagliò duramente contro i costumi lascivi e ostentatamente lussuosi dei fiorentini, prima di inimicarsi la curia di papa Alessandro VI Borgia e finire sul rogo in piazza della Signoria (1498).

Il complesso venne espropriato una prima volta nel 1808, tornò ai frati dopo la caduta di Napoleone, per poi venire in larga parte confiscato dal demanio nel 1866 (Regio decreto del 7 luglio 1866). Rimasero di pertinenza dei domenicani la chiesa, gli ambienti affacciati sul chiostro di San Domenico e la biblioteca di Spiritualità "Arrigo Levasti", che possiede più di diecimila esemplari tra volumi e opuscoli e che fu fondata nel 1979 col lascito del grande studioso cattolico.

Dopo un restauro e adattamento generale, il complesso venne in larga parte riaperto come museo nel 1869, dopo essere stato dichiarato monumento di importanza nazionale. In quel periodo gli affreschi dell'Angelico vennero restaurati dal pittore Gaetano Bianchi. Nel 1906 vi confluirono i resti architettonici degli sventramenti ottocenteschi: fu allora creato il Museo di Firenze antica, organizzato da Guido Carocci. Nel 1922 Giovanni Poggi fece sì che nel museo venissero a confluire il maggior numero possibile di opere di Beato Angelico (soprattutto provenienti da Uffizi e Accademia), creando una preziosissima esposizione monografica ancora oggi esistente.

Dal 1934 al 1977 visse nel convento il più volte sindaco di Firenze Giorgio La Pira.

Museo San Marco di Firenze, http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Museo_San_Marco_di_Firenze&oldid=10613886 (in data 2 marzo 2009).

 

Mappa