Museo di Santa Maria Novella

Museo Comunale

Indirizzo: Piazza Santa Maria Novella, Firenze

Orario: da lunedì a sabato 9.00-17.00; festivi infrasett. 9.00-14.00
Chiuso venerdì, domenica e nei giorni di Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre.

Biglietto intero: € 2,70

Informazioni e prenotazioni: Tel. 055/282187
Sito web: http://www.museicivicifiorentini.it/smn

Descrizione Museo di Santa Maria Novella

Annessi alla chiesa di Santa Maria Novella, una delle più importanti chiese di Firenze, si trovano gli edifici del convento, con tre chiostri monumentali.
Il Chiostro Verde, Cappellone degli Spagnoli e refettorio che oggi fanno parte del Museo di Santa Maria Novella.

Il Chiostro verde (parte del Museo) costruito dopo il 1350 da fra' Jacopo Talenti con gli affreschi di Paolo Uccello "a terra verde", da cui il nome del chiostro, nella prima metà del XV secolo: su tre pareti affreschi con "Storie della Genesi" di Paolo Uccello e la sua cerchia e altri artisti; restaurato nel 1859, fu danneggiato e parzialmente restaurato dopo l'alluvione del 1966.

Sul lato settentrionale del Chiostro verde si apre la Sala capitolare o cappellone degli Spagnoli, sempre di fra' Talenti (1343-1345), interamente affrescato da Andrea Bonaiuti intorno dal 1367 al 1369; il ciclo, in ottimo stato di conservazione grazie a una capillare opera di restauro, raffigura in varie scene il ruolo dei domenicani nella lotta all'eresia. In particolare sono presenti alcune scene, simili iconograficamente a pitture di tema venatorio, con dei cani da caccia che rappresentano i confratelli dell'ordine detti anche domini canes. Nel 1566 il granduca Cosimo I destinò la sala alle funzioni religiose degli spagnoli, da cui il nome, al seguito della moglie Eleonora di Toledo.

Dal Chiostro Verde si accede a un andito, che viene detto delle quattro porte, perché presenta una porta per lato: oltre alla porta verso il Chiostro Verde, ne ha una per il chiostro Grande, una per i piani superiori in fondo a una scaletta e una per l'antirefettorio.
Il vano dell'antirefettorio è pressoché a pianta quadrata e presenta un'architettura trecentesca. Vi sono conservati varie opere d'arte. L'ambiente successivo è il refettorio vero e proprio, costruito con quattro campate di volte a crociera costolonate da Jacopo Talenti verso il 1353. Curioso è la presenza dell'affresco della Madonna in Trono di Andrea Bonaiuti circondata da una rutilante teoria di personaggi in inequivocabile stile manierista (Miracoli dell'Esodo), opera di Alessandro Allori del 1597. In realtà l'Allori aveva dipinto l'affresco come cornice ad una sua tavola con l' Ultima Cena (1584), esposta sulla parete vicina, che aveva coperto l'affresco del Boaniuti preservandolo. Altre opere qui conservate sono le due tele con i Miracoli di San Domenico di Ranieri Del Pace del 1716 e, nelle vetrine, paramenti sacri, abiti liturgici, oreficerie sacre e reliquiari, tra i quali spiccano i busti delle Sante Anastasia e Maddalena, della bottega del lucchese Civitali. Importante è il parato di San Domenico (1859-1860), esposto qui in una piccola parte, un'enorme quantità di tessuto bianco ricamato usato per coprire le pareti interne della chiesa per la festa del santo,l' 8 agosto.

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