Fondazione Horne

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Indirizzo: Via dei Benci, 6 Firenze

Orario: dal lunedì al sabato 9,00 - 13,00
Chiuso domenica e festivi.

Biglietto intero: € 6,00

Informazioni e prenotazioni: Tel. 055/244661
Sito web: http://www.museohorne.it

Descrizione Fondazione Horne

Il Museo Horne è un interessante museo minore della città, che ricostruisce alcuni ambienti di una tipica abitazione fiorentina antica, con numerosi pezzi d'antiquariato, sculture e soprattutto una notevole collezione di dipinti su tavola del Tre e Quattrocento.

Fondato dal lascito di Herbert Percy Horne, uno storico dell'arte inglese che visse buona parte della sua vita a Firenze in questa dimora, accumulandovi le sue collezioni iniziate fin dal 1894, il museo testimonia sia l'arte e la vita quotidiana di questa città a cavallo fra medioevo e Rinascimento, sia il corso del mercato antiquario della fine dell'Ottocento (quando si formarono ancora alcuni dei grandi musei mondiali, grazie al fatto che ancora circolassero sul mercato veri capolavori), sia l'amore per Firenze della comunità inglese, che in quel periodo arrivò a contare una larga fetta di popolazione, ridisegnando un'immagine romantica per la città e proteggendone il patrimonio artistico, minacciato dall'epoca del cosiddetto Risanamento.

Horne comprò il palazzo che risaliva al 1489 e che, come altri nella zona, era appartenuto agli Alberti poi ai Corsi ed il cui progetto era stato attribuito a Giuliano da Sangallo o, secondo un maggior numero di studiosi, a Simone del Pollaiolo detto il Cronaca. In seguito era passato ai Fossi nel Settecento e solo nel 1912 fu acquistato da Herbert P. Horne, dopo aver saggiato più palazzi fiorentini, come il Palazzo da Cintoia, il quale lo restaurò secondo l'aspetto che avrebbe dovuto avere nel primo Rinascimento: una zona lavoro con magazzino al primo piano, il piano nobile con gli appartamenti padronali, infine un secondo piano con le cucine, di solito ivi collocate perché i fumi non attraversassero al casa, e gli ambienti della servitù.

Dopo la morte di Horne (1916) il palazzo fu ceduto per lascito testamentario al Comune di Firenze, affinché fosse costituita una fondazione che curasse la collezione Horne e l'aprisse al pubblico come museo.

Il museo subì gravissimi danni durante l'alluvione di Firenze (4 novembre 1966), essendo situato in una delle zone più "basse" e quindi più duramente colpite dalla sciagura. Sebbene riaperto solo dieci anni dopo, i lavori di restauro dell'edificio e delle colelzioni poterono dirsi conclusi solo nel 1989.

Il capolavoro del museo è il notevole polittico di Giotto di Santo Stefano con la pala d'altare e tre pannelli. Sono inoltre esposte una Madonna con bambino attribuita a Simone Martini, e una Madonna di Bernardo Daddi, una Sacra famiglia del Beccafumi, un Cristo in pietà di Filippo Lippi, un trittico con i Santi Romualdo, Caterina d'Alessandria e Margherita di Pietro Lorenzetti e uno stucco policromo (particolare connubio fra pittura e bassorilievo) tipico di Antonio Rossellino dedicato alla Madonna dei Candelabri. È presente anche una piccola tavola piuttosto rovinata, però una delle rarissime opere di Masaccio, ovvero un frammento della predella con le Storie di San Giuliano dal Trittico Carnesecchi.

Alcune opere, particolarmente fragili, sono state trasferite, come la collezione dei disegni (XVII e XVIII secolo) che è confluita negli Uffizi.

Il museo conserva numerosi tavoli, sedie, cassoni e cassapanche rinascimentali, pregevoli ceramiche decorate, paioli e utensili da cucina originali dell'epoca, e altre collezioni eclettiche come quella dei mazzi di carte antichi, delle monete o dei sigilli.

Museo Horne, http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Museo_Horne&oldid=37940458 (in data 9 marzo 2011).

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